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Cosa davvero simpatica nei consigli direttivi di Pentapolis è che - incontrandoci tra amici - molte volte si va al di là dello schema ordinario all’Ordine del Giorno, con qualche colorata digressione a largo spettro. All’esaurirsi degli argomenti stabiliti per lo scorso 18 marzo, Giuseppe Cassini, a seguito dell’apprezzamento espresso da Rosario Casto riguardo a “L’ultimo re” - splendido romanzo del sociologo-scrittore Angelo Donno - ci ha indotti in una sorta di volo pindarico, ricco di riferimenti storici che vanno dalla spedizione dei Mille alla dinastia dei Borbone. Non me ne voglia l’amico-professore se anche il sottoscritto, come Angelo Donno, nutre una certa ammirazione nei confronti dei sovrani del Regno di Napoli e delle due Sicilie. 

Con lo Statuto programmato per la Comunità di S. Leucio  (per carità amici, nulla di campanilistico riguardo alla nostra amata parrocchia fellinese!) i Borbone, appunto, diedero concretezza ad alcune aspirazioni  del cosiddetto “dispotismo illuminato”, promuovendo nobili ideali di uguaglianza economica e sociale. Si trattò probabilmente della prima volta in assoluto, nel mondo occidentale, in cui venne sancita l’uguaglianza della donna all’uomo, e tutto questo alla vigilia della Rivoluzione Francese. Ci sono,  sotto certi aspetti, spunti davvero importanti da considerare e valutare (con opportuni adeguamenti ai giorni nostri) anche nell’auspicata fusione tra le cinque comunità di casa nostra: “Le donne ricevevano una dote dal re per sposare un appartenente della colonia, anche se a disposizione di tutti vi era una cassa comune "di carità", dove ognuno versava una parte dei propri guadagni. Non c'era nessuna differenza tra gli individui qualunque fosse il lavoro svolto, l'uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema che faceva perno esclusivamente sulla meritocrazia. Era abolita la proprietà privata, garantita l'assistenza agli anziani e agli infermi, ed era esaltato il valore della fratellanza”. 

Il sogno-utopia di Ferdinando IV di Borbone era quello di realizzare una “nuova città” da chiamare Ferdinandopoli. Se avessimo vissuto anche noi in quell’epoca,  avremmo probabilmente suggerito al sovrano… Ferdinandopolis.

Tonio Scanderebech

 

Al termine della “trasferta” in quel di Racale - Consiglio Comunale del 10 marzo scorso, dove la squadra pro-fusione ha riportato una secca battuta di arresto – il dubbio che da tempo mi attraversa la mente si fa più sfocato, fin quasi a divenire… consapevolezza. E alcune domande mi paiono quasi retoriche: la rete subita (un “niet” pesante e fragoroso ad iniziare l’iter unitario) è solo frutto di un increscioso e sfortunato autogol oppure la partita era truccata sin dall’inizio? Il torneo in corso – con in palio la fusione amministrativa dei nostri 4 Comuni – segue forse un copione già scritto da qualche allievo di Moggi? E visto che il bomber (L. Ria) ha creduto opportuno appendere le scarpette al chiodo, non sarà che gli altri giocatori della sua formazione abbiano deciso di tirare i remi in barca e seguano ormai la filosofia del “muoia Sansone con tutti i filistei”?  

Fuor da umoristiche metafore, quanto successo giorni fa nella sala consiliare di Racale fa molto riflettere una volta superati sdegno, rabbia e delusione del momento, e mi impone di affermare delle verità che – in quanto tali – non saranno certo gradite a chi doppi-giochismi e manovre ombrose ha reso virtù e proprio “modus operandi”. Pur non volendo qui ripetere concetti già espressi nell’intervista rilasciata al dr. Giuliano Ciriolo e pubblicata su Progetto Salento”, ritengo infatti che alcune riflessioni vadano comunque riproposte per fare maggiore chiarezza sull’accaduto.

Scomodare l’ingegnosa consapevolezza di Galilei per dare notizia che qualcosa si agita anche “dentro” le nostre pigre amministrazioni comunali forse è un po’ troppo… ma tale è la nostra gioia che il grande uomo di scienza perdonerà tanto ardire. “Gioia” e “ardire” che in realtà poco hanno a che fare con il risultato raggiunto, ma che invece ben si alimentano riflettendo sul noto saggio popolare: “Ogni petra azza parite!”. Una saggezza “dal basso” che sembra aver fatto breccia anche in alcuni sindaci e consiglieri comunali… 

Ma converrà ripartire da dove eravamo rimasti, ossia dall’annuncio su questo sito che in data 27 ottobre 2015 Pentapolis aveva suonato il “campanello”, protocollando nei rispettivi uffici dei Comuni interessati (Alliste, Melissano, Racale e Taviano) una formale richiesta di convocazione del Consiglio Comunale che avesse all’O.d.G. una semplice questione su cui determinare: la volontà o meno di dare inizio all’iter previsto istituzionalmente nel cammino verso la fusione amministrativa. Ebbene, due amministrazioni su 4 hanno risposto al nostro invito, e lo hanno fatto in una maniera pienamente soddisfacente e significativa.

Pentapolis non desiste e – leggendo in alcuni avvenimenti degli ultimi mesi un timido segnale di “apertura” da parte degli attuali Amministratori – Li invita ad un atto di coraggio. Che poi altro non sarebbe che un gesto di reale democrazia e di vivace saggezza.

Il 27 ottobre scorso, pertanto, ha protocollato presso i rispettivi Uffici (Alliste – n° 6223; Melissano – n° 9035; Racale – n° 15867; Taviano – n° 12036) ISTANZA e relativa LETTERA APERTA indirizzata a Sindaci, Presidenti del Consigli Comunali e responsabili dei Gruppi Consiliari delle città interessate all’ipotesi di “fusione amministrativa”. 

Quanto chiesto nell’istanza – le motivazioni sono esposte nella Lettera – è di una semplicità assoluta: la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico, aperto al pubblico, che tratti il tema della “fusione” entro i prossimi 90 giorni. Non che deliberi a favore della fusione, quindi, ma che discuta serenamente sulla fattibilità o meno di tale Progetto.

In un contesto “democratico” dovrebbe essere una richiesta legittima, da prendere in seria considerazione, e che ha un solo difetto: non doveva partire da Pentapolis bensì da chi è stato chiamato dai cittadini a rappresentare gli interessi della propria Comunità.

E allora: più che una istanza la si chiami “campanello”, strumento atto a risvegliare dal torpore e a sollecitare attenzione e responsabilità. Si spera sia sufficiente perché – se così non fosse – alle campane potrebbe sostituirsi una vera mobilitazione popolare, nel rispetto di quanto stabilito da Leggi e Statuti. Il tempo è davvero prezioso, e sta per scadere…

 

Faticoso lo è stato per davvero per chi – come noi – non è un “professionista” nel campo dei concorsi ma nel contempo della “professionalità” (impegno, serietà, correttezza) fa la propria bandiera. E naturalmente, quando il sipario si chiude, la soddisfazione per i risultati raggiunti non può essere da meno dello sforzo profuso. Come non essere appagati, d’altronde, di fronte ai numeri del 2° Concorso Scolastico Intercomunale “LiberaMente… Insieme!”, conclusosi con la cerimonia di premiazione lo scorso 20 giugno nella cornice del cine-teatro “Aurora” di Melissano? Ma vediamoli, questi numeri:

 

  • 5 categorie in concorso (Testo in prosa e Disegno per la scuola elementare; Intervista per la scuola media; Poesia e Cartellone Illustrativo per entrambe);
  • 158 alunni partecipanti a titolo individuale o in gruppo (111 di elementare, 47 di scuola media), a cui si aggiungono 5 intere classi (ossia altri 106 bambini, distribuiti in 4 classi di elementare e in 1 di media) per un totale di oltre 260 concorrenti… 
  • 27 classi complessivamente coinvolte (13 di elementare, 14 di scuola media)
  • 122 lavori (93 nella scuola elementare, 29 nella scuola media);
  • 16 giurati impegnati nella selezione e valutazione “tecnica” degli elaborati;
  • 570 visitatori e votanti nelle 4 tappe della Mostra Itinerante, svoltesi nello scorso mese di maggio;
  • Oltre 400 internauti che hanno espresso le loro preferenze nel mese di maggio su www.pentapolis.info;
  • 31 finalisti e premiati (vedi riquadro), fra cui 5 intere classi;
  • 5 premi speciali (vedi riquadro)assegnati dal nostro Comitato a insegnanti, genitori, istituzioni.

 

Insomma, numeri che confermano la bontà di un’iniziativa che – partita nello scorso mese di febbraio con la presentazione del Bando – ha visto gli alunni impegnati nella elaborazione dei lavori nel mese di marzo, giudicati poi successivamente dalla Giuria Tecnica (aprile) e dalle Giurie Popolari (mostre e web, mese di maggio).

Si è quasi conclusa la II edizione del Concorso Scolastico Intercomunale “LiberaMente… Insieme!” organizzato da Pentapolis in collaborazione con “Progetto Salento”. In realtà si è giunti al momento più importante - e comunque più atteso - dai concorrenti e dai loro familiari: quello della PREMIAZIONE. Che avverrà SABATO 20 GIUGNO p.v. a MELISSANO, presso l’ex CINEMA “AURORA”, situato nel centro storico del paese.

A vivere e a gustare l’evento gli alunni finalisti e vincitori nelle diverse categorie in gara (disegno, cartelloni, poesie, testo narrativo e interviste), ormai conosciuti sulla base delle classifiche emerse dalla “somma algebrica ponderata” dei voti e delle preferenze espresse da tre diversi tipi di giurie (tecnica, web, popolare). Ma a sapere il nome dei vincitori, al momento, è solo il Comitato organizzatore, che li svelerà nel corso della manifestazione di premiazione (inizio alle ore 18:00). Per adesso, ai “curiosi” proponiamo solo i finalisti in ciascuna categoria – in rigoroso ordine alfabetico – corredando i nomi con il punteggio da loro acquisito sulla base delle preferenze raccolte sul web e nelle 4 Mostre Itineranti.

Non si cada nell’errore di immaginare una classifica finale determinata da tale punteggio, che in realtà “peserà” complessivamente solo per il 50% del voto finale. Per stabilire la graduatoria definitiva, infatti, si dovrà considerare il voto assegnato dalla Giuria Tecnica, non necessariamente coincidente o assimilabile a quello scaturito dalla votazione “popolare” (spesso frutto di qualche “forzatura” e/o “giochino”, non sempre espressione di grande sportivita…). Per cui… nessuno si culli in “sogni di gloria” o - al contrario - si ritenga già battuto! 

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